L’avvento: un invito a saper aspettare

A me piace il Natale: mi piace quando l’albero di Natale è acceso e piano piano scende la sera, così la stanza è illuminata da tutte le sue lucine, mi piace vedere la casa e le strade con una veste diversa, mi piace la tradizione e mi piace che le persone si incontrino, con la scusa degli auguri e dei regali, perché poi è solo una scusa che ci permette di staccare dal lavoro, dallo studio, dai vari impegni e prendersi del tempo per coltivare  le relazioni. Per me il Natale inizia ai primi di Dicembre, come quando da bambini si inizia il calendario dell’Avvento.

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Questo calendario, dotato di 25 finestrelle che si iniziano ad aprire il 1 Dicembre e ci accompagnano fino al 25, giorno di Natale, ha un significato molto importante, che a volte trascuriamo e sta nell’origine della parola Avvento, che deriva dal latino adventus e significa “venuta”, anche se, nell’accezione più diffusa, viene indicato come “attesa“.

Così, il calendario dell’Avvento ci insegna ad attendere, a sapere che sì, lì dentro ci sono 25 cioccolatini, ma ne dobbiamo prendere uno al giorno. Il suo significato psicologico a volte ci sfugge, ma questo calendario ci insegna a saper aspettare pregustando il risultato finale. Questa è un’abilità che tutti i bambini dovrebbero imparare, per poterla utilizzare da adulti nel raggiungimento dei loro obiettivi, che vanno preparati e attesi con pazienza.

Ci insegna che non si può avere tutto subito, perché se apri tutte le finestrelle il primo giorno, per i giorni rimanenti non avrai più niente. Viviamo in una società che corre, dove se desideri qualcosa, la vuoi subito e la puoi avere subito, dove puoi comunicare istantaneamente con chiunque, dove se ti piace qualcosa, in un giorno Amazon te lo recapita a casa. Per me il calendario dell’Avvento è come un ritorno al passato, a quando aspettavi la cartolina del tuo amico dalla sua vacanza, o il giorno seguente per poter dire ai tuoi compagni cosa ti era successo. Aiuta a fermarsi e a godere del tempo. Insegna anche a godersi ogni tappa del viaggio, senza correre alla meta. Ricordo la dolcezza del cioccolatino che ogni mattina, dopo la colazione, trovavo nel calendario; era un motivo in più per alzarsi nelle fredde giornate di Dicembre.

Come genitori ed educatori possiamo utilizzare il calendario dell’Avvento per insegnare qualcosa ai bambini, tramite uno strumento giocoso. Ci sono bambini che aprono tutte le finestrelle il primo giorno, per il desiderio di mangiare tutti i cioccolatini subito. In questi casi non riescono a ritardare la soddisfazione di un loro desiderio o bisogno, che invece è qualcosa di molto importante da imparare e che servirà quando da adulti non riusciranno ad ottenere tutto quello che vogliono, soprattutto nelle relazioni con gli altri, e dovranno aspettare i tempi degli altri e fermarsi ad ascoltare i loro desideri.

Ci sono bambini che invece si stancano del gioco, si dimenticano di aprire le caselle, presi dai vari impegni scolastici ed extrascolastici. Per loro tenere a mente questo calendario può essere importante, perché insegna a fermarsi e a godere delle piccole cose, come un cioccolatino o una sorpresina, nella frenesia delle giornate.


Vi auguro un buon Avvento, che sia un momento in cui apprezzare l’attesa, di qualsiasi tipo essa sia: l’attesa di un regalo, di una proposta, di una festa, di una vacanza. Nell’attesa c’è il sogno, il desiderio, la magia. Nell’attesa tutto deve ancora succedere e possiamo lasciarci ancora sorprendere, come un bambino quando una mattina si sveglia e trova la neve.

625450060

Dott.ssa Eleonora Benetazzo

 

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