Con l’avvicinarsi della commemorazione dei defunti, capita di sentire i bambini dire che le scuole chiuderanno perché “si festeggiano i morti.” Questo mi ha portato a riflettere su quanto spesso sia difficile parlare della morte ai più piccoli e su come possano realmente capire un argomento così delicato. Mi è tornato alla mente il film d’animazione Coco, uscito nel 2017, che affronta in modo toccante il tema della morte, della memoria dei defunti e delle tradizioni familiari. Nel film, il protagonista ripercorre la storia dei suoi antenati, trovando nuovi significati in alcune tradizioni e divieti che prima gli risultavano incomprensibili. Vista l’occasione, ho deciso di rivedere Coco, approfittando di una giornata a casa per l’allerta meteo.
La morte spiegata ai bambini: l’importanza della verità e del ricordo
Quando una persona cara muore, molti adulti si trovano in difficoltà su cosa dire ai bambini. Spesso si tende a proteggere i piccoli, dicendo loro che la persona amata è “partita per un lungo viaggio”, senza ulteriori spiegazioni, o evitando di portarli al funerale per non farli soffrire. Ricordo una persona che ho seguito e che da adulta si sentiva ancora turbata per non aver potuto salutare il nonno al suo funerale. I genitori avevano pensato di lasciarla a giocare da un’amichetta per evitare il dolore, ma questo gesto l’ha fatta soffrire per anni.
Molte volte, la preoccupazione di ferire i bambini appartiene più agli adulti che ai piccoli. In realtà, per loro può essere più doloroso riempire il vuoto di spiegazioni con fantasie, spesso più spaventose della realtà.
Come affrontano la morte i bambini a diverse età
Quando parliamo di lutto e perdita, è fondamentale comprendere che i bambini, a seconda della loro età, vivono il dolore e l’assenza in modi molto diversi, adattando la loro comprensione al livello di sviluppo. I più piccoli, ad esempio, potrebbero percepire la mancanza di una persona cara ma non capire fino in fondo che quella persona non tornerà. Solo tra i 6 e i 10 anni inizia a svilupparsi una comprensione più chiara e completa della morte come evento definitivo e irreversibile. Tuttavia, anche prima di questa età, i bambini sono in grado di percepire l’assenza e il dolore degli adulti attorno a loro, cercando spiegazioni che spesso si costruiscono da soli, creando associazioni che possono far nascere paure e fraintendimenti. E’ dunque importante parlarne anche con i più piccoli, per aiutarli a imparare a gestire la perdita, cosa che può avvenire specialmente se hanno il permesso di ricordare e fare domande, custodendo i ricordi delle persone care.
Per questo motivo è importante essere aperti e sinceri con loro, anche quando il dolore sembra troppo grande o difficile da spiegare. Utilizzare frasi semplici e sincere, come “Nonno è morto e ora non possiamo più vederlo, ma possiamo ricordarlo insieme”, offre ai bambini un linguaggio chiaro e comprensibile. Nascondere o edulcorare troppo la realtà, con espressioni come “è andato via” o “è partito”, può confonderli e portarli a credere che la persona amata possa tornare in qualsiasi o, peggio, far nascere il dubbio che si sia allontanata volontariamente. Spesso, i bambini interpretano la realtà in maniera personale, arrivando a sentirsi responsabili per la perdita. La trasparenza, quindi, non è solo necessaria, ma anche protettiva, poiché riduce il rischio che i bambini sviluppino fantasie di colpa o paura attorno alla morte.
I bambini, specialmente i più piccoli, hanno una visione del mondo centrata su di loro e, quando qualcuno viene a mancare, possono sentirsi responsabili, pensando che sia successo per qualcosa che hanno detto o fatto. Anche quando sembrano distratti o intenti a giocare, i bambini ascoltano le conversazioni degli adulti. Se qualcosa non è chiaro, riempiono i vuoti con le loro fantasie, che spesso peggiorano il dolore. È quindi importante prenderli per mano, dando loro l’opportunità di fare domande e di parlare liberamente della persona amata, senza che il suo nome diventi un tabù.
Creare un dialogo continuo e aperto
I bambini non hanno bisogno di sapere tutto subito, né di avere risposte complesse. Ciò di cui hanno davvero bisogno è la possibilità di fare domande, anche a distanza di tempo, quando il dolore o i ricordi riaffiorano. La pazienza e l’ascolto da parte degli adulti sono fondamentali per creare un clima di fiducia e apertura, in cui i bambini possano tornare a cercare conforto. Permettere loro di parlare della persona amata senza trasformarla in un tabù e ricordarla è un dono che li accompagnerà per sempre, dando loro la possibilità di affrontare il lutto in modo sano e consapevole.
Il ricordo come strumento per elaborare il lutto
Elaborare il lutto significa anche permettere ai bambini di sentire la presenza della persona amata attraverso oggetti, fotografie e racconti. Non è un compito facile per gli adulti, che devono gestire il loro stesso dolore, ma è fondamentale che i piccoli non vengano lasciati soli ad affrontare la perdita. È importante insegnare loro che la tristezza è un’emozione naturale e che parlare di chi non c’è più aiuta ad alleviare il dolore. Se gli adulti faticano a gestire questo processo, possono cercare supporto: esistono libri per bambini sul tema della morte e film d’animazione, e a volte può essere necessario l’aiuto di uno psicologo, che può facilitare la conversazione.
L’importanza degli strumenti visivi e narrativi nell’elaborazione del lutto
Oltre alle spiegazioni verbali, esistono numerosi strumenti che possono essere di grande aiuto per parlare della morte ai bambini. Gli albi illustrati e i film d’animazione, per esempio, sono mezzi potenti per accompagnare i più piccoli attraverso il difficile cammino dell’elaborazione della perdita. Storie come quelle di Coco o libri illustrati che affrontano il tema della morte possono offrire un canale sicuro e rispettoso per esplorare emozioni complesse. I bambini si riconoscono nei personaggi, li vedono vivere situazioni simili e li osservano affrontare, comprendere e, talvolta, risolvere il loro dolore.
Le immagini, i colori e la narrazione fantastica tipici di questi strumenti sono linguaggi intuitivi e immediati che catturano l’attenzione dei bambini e rendono più accessibile il tema del lutto. Attraverso storie di amore, perdita e memoria, i piccoli trovano uno spazio per elaborare il proprio dolore, spesso aiutati dalla presenza di un adulto che, guardando o leggendo insieme a loro, può rispondere alle domande che nascono spontanee. Parlare della persona cara mentre si guarda un film o si legge una storia diventa allora un modo per alleggerire la sofferenza, permettendo ai ricordi di vivere e fiorire come parte integrante della vita.
Coco: un film sull’importanza della memoria e del legame familiare
Il film Coco è un ottimo esempio di come la morte possa essere raccontata ai bambini in modo rispettoso e comprensibile. Questo film d’animazione della Disney, ambientato in un colorato villaggio del Messico, racconta la storia di Miguel, un ragazzo di dodici anni con una famiglia molto unita che, per tradizione, vieta la musica. Il motivo? Un antenato ha abbandonato la famiglia per la musica, trasformandola in un tabù familiare. Miguel, però, ha una passione sfrenata per la chitarra e decide di partecipare a una competizione musicale, finendo nel mondo dei morti. Qui scopre verità nascoste sui suoi antenati e dà un nuovo significato alla storia della sua famiglia.

Nel corso della trama, vediamo come le famiglie celebrano il Dia de Muertos, commemorando i defunti in modo festoso e pieno di colori. È una morte che si riempie di musica e di ricordi, che vengono coltivati tramite altari, foto e oggetti cari. Coco offre un messaggio profondo: l’importanza di mantenere vivo il legame con chi non c’è più, anche attraverso ricordi e fotografie che diventano finestre su momenti preziosi della nostra storia familiare.
Riflessioni finali
Insegnare ai bambini che la morte è parte della vita è un percorso che richiede delicatezza e tempo, ma anche la volontà di ascoltare e di non sottrarsi alla tristezza. Il dolore è naturale e parlarne li aiuta a crescere con un senso di appartenenza e rispetto per le proprie emozioni. Gli albi illustrati, i film d’animazione e il dialogo aperto rappresentano risorse preziose per i piccoli e per gli adulti, perché ci ricordano che anche la sofferenza fa parte della nostra storia e che, come ci insegna Coco, i legami con chi ci ha lasciato vivono sempre dentro di noi, mantenuti vivi dal ricordo e dall’affetto che continuano a esistere.
Consiglio a tutti la visione di questo film, ai genitori insieme ai bambini, ponendosi in un atteggiamento di apertura e ascolto, senza il timore di non saper rispondere alle domande dei figli, facendo loro capire che la morte esiste e che quando qualcuno a noi caro muore è permesso essere tristi e piangere, così come parlare di lui e ricordarlo. Lo consiglio anche ai ragazzi e agli adulti non genitori, perché fa riflettere tutti, alterna tristezza e allegria e ci fa ricordare come sia importante tenere vivo il ricordo di chi non c’è più, anche se si tratta di un ricordo dolce-amaro.
E’ una bella storia di crescita personale e familiare.
“Non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo” (I. Allende)
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