Oggi è la festa del papà, una giornata dedicata all’uomo di casa: i bambini della scuola dell’infanzia e delle elementari recitano la poesia e gli regalano il lavoretto realizzato a scuola, i telegiornali dedicano servizi alla figura paterna, le madri preparano torte per festeggiare, mentre i figli più grandi regalano dediche, rispolverano foto insieme al padre e creano un “biglietto virtuale” da inviargli via whatsapp o da postare sui social ricco di parole dolci e racconti di insegnamenti ricevuti.
Per moltissimi anni il ruolo del padre era visto in secondo piano rispetto a quello della madre, che porta in grembo il figlio, lo fa nascere, lo allatta e lo accudisce nei suoi primissimi momenti di vita. Finalmente invece le cose sono cambiate, finalmente il padre è diventato una figura in primo piano sin da subito nella vita del bambino!
Abbandonata l’immagine dell’uomo che non deve chiedere mai, severo, autoritario e responsabile delle regole e delle punizioni, l’uomo si è concesso più umanità, non deve nascondere i suoi sentimenti dietro al ruolo severo, ma può permettersi di cambiare pannolini, dare biberon, giocare, guardare i cartoni con i figli e più in là ascoltare anche le loro confidenze.
Il fatto che l’uomo si dedichi oggi alle cure primarie del figlio non lo rende interscambiabile con la madre, ma porta un valore aggiunto. Per la compagna, perché le permettere di non essere fagocitata dal suo ruolo di madre, ma di poter recuperare il suo ruolo sociale, garantendo un clima familiare positivo, importante per lo sviluppo del figlio. Per il bambino perché gli consente di regolare la relazione con la madre e aprirsi al mondo esterno. Il papà è infatti quello che garantisce al figlio lo sviluppo delle abilità sociali: quando il bambino vive il primo distacco dalla madre, imparando a distinguersi da lei e definendo la sua identità autonoma, trova nel papà un porto sicuro, che gli fa capire che può sperimentare relazioni serene anche al di fuori di quelle con la madre, così che il mondo appaia meno minaccioso.
Mi piace molto vedere questi papà che tengono in braccio i bambini piccolissimi e quando piangono dicono alla compagna che vanno a cambiare loro il pannolino, che giocano al parco con i figli e tentano di costruire qualcosa di bello con uno scatolone, che si siedono a pettinare le barbie e imparano a memoria tutte le battute di Frozen o di Sing, che portano a danza le figlie e si emozionano a vedere il proprio bambino giocare la sua prima partita. L’interazione con il padre è spesso associata al gioco, che rispetto a quello con la mamma è più stimolante, fisico, interattivo, cosa che permette al bambino di fare esperienza del proprio corpo, di relazioni di cooperazione e condivisione, di usare la sua creatività e fantasia e di osare un po’ di più. Ricordo ancora i grandi tuffi che mi faceva fare mio papà al mare, le attività di giardinaggio, il suo coinvolgimento nei giochi sportivi genitori-figli organizzati dalla scuola, che a me non piacevano mai, ma andavo perché veniva con me ed era forte.
Credo che i padri abbiano davvero tanto da insegnare ai bambini, prima di tutto il rispetto per gli altri e per le donne, ma anche la curiosità di esplorare il mondo, il fatto di non aver paura di buttarsi da uno scoglio perché sotto troveranno le sue braccia forti pronte a prenderlo. E’ così diversa la relazione che i bambini possono instaurare con il padre, fatta anche di complicità, di piccoli segreti innocenti “stasera pizza e coca cola sul divano tanto la mamma non c’è”, che stringono la relazione e fanno capire al figlio che a volte si possono fare delle eccezioni alle regole e non tutto deve essere perfetto.
A proposito di regole, infatti, è importante che i padri sappiano comunicare che la regola non è un impedimento, ma la definizione di uno spazio in cui potersi muovere liberamente. La regola chiara, adeguata e contestuale, ma soprattutto condivisa dai genitori aiuterà il figlio a regolare i suoi comportamenti, ad avere una cornice entro la quale muoversi, ma anche a diventare responsabile e autonomo se gli viene loro la possibilità di negoziarla.
Auguro a tutti i padri di poter essere presenti nella vita del figlio fin dai primissimi momenti, di avere una compagna che permette loro di avere un ruolo di primo piano nella vita dei bambini, con la quale condividere le modalità educative e che lasci lo spazio per coltivare una relazione speciale padre-bambino. Auguro ai padri di avere la voglia di ascoltare il figlio e giocare con lui anche dopo una lunga giornata di lavoro, di essere esempio di integrità e rispetto, di accompagnare i bambini in qualche piccola avventura giocosa che li renda curiosi e coraggiosi verso il mondo esterno. Auguro ai padri di credere sempre nei loro figli e di amare la loro madre, perchè per loro sarà il regalo più grande.
Auguro ai padri di non vergognarsi di mostrare il loro lato umano, di qualche piccola lacrima, e di saper chiedere aiuto quando si sentono in difficoltà nel loro ruolo.
Non riesco a considerare nessuna necessità nell’infanzia tanto forte come la necessità di protezione del padre. (Sigmund Freud)